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Mugnano in Teverina: il borgo adagiato sulla nebbia

 

 

di Daniela Proietti

13 luglio 2019

Abbiamo messo la sveglia ad un’ora indecente, stamani. Saremmo voluti giungere a Mugnano in Teverina prima che la candida coltre di nebbia, che sale dal vicino Tevere, si fosse dissolta.

Usciti al bivio per Bomarzo, noto per lo storico Parco dei Mostri, e attraversato il paese, ci siamo fermati al belvedere da cui la Valle del Tevere, con prepotenza, cattura l’attenzione di chi volge lo sguardo.

Malauguratamente, al di sotto dello sperone tufaceo su cui, per primi, gli Etruschi si insediarono, è ben visibile la vegetazione, nonostante la visione non sia perfetta data l’esposizione ad est, e ci sia, di conseguenza, un fastidioso effetto controluce.

Ci viene negata, così, l’immagine di un borgo adagiato sulle nubi.

Una strada piuttosto tortuosa, simile a tante altre che abbiamo incontrato nei nostri viaggi, ci ha condotti nella valle in cui scorre il Tevere. Poco dopo il bivio per il paesino che costituiva la nostra meta, sulla destra, si estende un grande campo di girasoli.

La strada poi sale, si arrampica dolcemente fino ai 133 metri dell’abitato.

C’è silenzio, non percepiamo alcuna voce o rumore. Poche le auto parcheggiate sotto il monumento che il paese ha innalzato in memoria dei suoi gloriosi caduti in guerra.

Parcheggiamo la nostra auto e ci inoltriamo nella piazzetta del paese.

Negli anni ci sono stata diverse volte. Lo ricordo da bambina, mi ci portava mia zia che per qualche tempo ha insegnato nella piccola scuola elementare, ora chiusa. Ci sono tornata successivamente, ospite della mia più cara amica, che lì ha parte delle sue origini ed una graziosissima casa.

L’unico negozio, una specie di emporio e, in passato, anche punto telefonico, ha abbassato le saracinesche. Gli ottanta abitanti sono quindi costretti a fare la spesa nella vicina Bomarzo.

Il sole illumina le case costruite in tufo e mattoni di fornace che si appoggiano l’una all’altra come se fossero strette in un abbraccio ideale. Le aree esterne sono quasi completamente abbellite da fiori, in prevalenza ortensie.

Questa visione ci fa riflettere, probabilmente i ritmi di vita ancora lenti permettono agli abitanti di prestare una cura maggiore alle cose che appartengono loro.

Il paese sembra ancora dormire. Spostandoci verso est, ci addentriamo tra costruzioni datate ma ben conservate. Notiamo un piccolo appoggio in peperino inglobato nella facciata di una casa, una panchina costruita per coloro che intendevano trascorrere qualche piacevole momento al fresco.

E proprio quell’immagine, mi porta a riaprire i cassetti della memoria. Nei piccoli centri, in passato, durante la stagione calda, le persone usavano portare le seggiole fuori casa per chiacchierare in libertà con vicini e amici. Il passaggio del forestiero era visto come un avvenimento e, spesso, le voci si smorzavano per poi riprendere non appena l’estraneo si fosse allontanato. Oggi questa abitudine che a noi cittadini sembrava strana e anche un po’ fastidiosa, sembra essersi persa e, onestamente, un po’ mi dispiace.

Camminando siamo arrivati al limitare del paese, al punto panoramico che guarda al Tevere, all’Umbria, ad Attigliano e a Giove, alla verde valle in cui scorre il fiume. Non distante, abbiamo notato una casa scavata direttamente nella collina. La parete esterna non era composta di mattoni, ma da un unico, intero, blocco di tufo.

Il saliscendi di vicoli ci ha condotti nuovamente in piazza, dove abbiamo incontrato una signora a cui avremmo voluto chiedere informazioni ma che aveva fretta di andarsene. Ci sarebbe venuto spontaneo intonare il classico “C’è nessuno?” ma il timore di rompere quella pace ci ha impedito di farlo.

Proseguendo in direzione opposta siamo arrivati all’alta torre che domina Mugnano.

Parte di un castello, fu eretta nel XIII secolo, periodo in cui la famiglia baronale Orsini, originale della città di Roma, iniziò ad espandere i propri possedimenti a settentrione del capoluogo capitolino, facendo edificare numerosi castelli.  La torre presenta elementi architettonici militari ed elementi decorativi gotici che valorizzano le strette finestrelle di avvistamento.

Nella prima metà del XV secolo, sotto il pontificato di Martino V, appartenente alla famiglia Colonna, rivale degli Orsini, il castello venne distrutto, a differenza della torre cilindrica che entrò a far parte di una solida struttura difensiva, rappresentata da un bastione, datato inizio XVI secolo, posto a protezione dell’ingresso del borgo.

Dalla cima della torre spuntano due alberi di fico. Ad un occhio inesperto possono apparire come delle piacevoli macchie di colore, in realtà possono provocare non pochi danni alla struttura. In passato sono stati fatti deli interventi di restauro che non sembrerebbero, così ci racconta una signora incontrata nei pressi della costruzione, aver portato benefici. Attualmente la torre non è visitabile.

Tornando verso la piazza del paese, abbiamo l’opportunità di parlare con la signora Rina, la decana del luogo, che ci spiega di come il paese si è sempre sostenuto grazie alle numerose attività agricole e di allevamento. Ci mostra, di fronte alla propria abitazione, delle cantine che si insinuano nel sottosuolo dell’abitato, tanto che sotto la pavimentazione c’è il vuoto, in passato piene di vino. Prodotti ortofrutticoli, vino, olio, carni provenienti dalla macellazione del bestiame allevato e pesce del vicino Tevere, andavano a riempire le tavole dei mugnanesi.

Ci indica anche quello che fu un vecchio monastero e, a malincuore, racconta che sono state rubate alcune piccole statue della Madonna, probabilmente non di pregio, ma ricche di valore affettivo.

Salutando la cordiale signora Rina e la sua vicina, sotto il caldo sole di luglio, ci avviciniamo di nuovo alla piazza e allo splendido Palazzo Orsini, ora restaurato e trasformato in un bed and breakfast di pregio.

Le finestre sono tutte chiuse tranne quelle poste al lato, decidiamo di suonare il campanello e, sebbene non ci sperassimo, la proprietaria del palazzo, la gentilissima signora Gabriella Barberini, ci apre le porte della sua grande e magnifica casa.

Conversare con la signora Gabriella, che ci ha illustrato con sapienza e pacatezza la storia di questa costruzione a cui tanto è legata, seduti al tavolo rotondo della grande sala fornita di un monumentale camino, ha rappresentato un momento importante per la conoscenza delle origini e della storia di questo piccolo borgo.

Quello che oggi è il Bed and Breakfast “Palazzo Orsini”, fu fatto edificare dalla famiglia omonima ampliando un palazzo-fortezza preesistente. Intorno alla fine del 1500 venne edificata, per volere di Carlo Orsini, la grande loggia che si impone conferendo un’impronta rinascimentale al palazzo. Le pareti furono affrescate nel XIX secolo dall’ultima delle diverse famiglie nobiliari che ne detennero la proprietà, i Borghese.

Successivamente, intorno al 1960 il palazzo, profanato, venne trasformato in un tabacchificio. Il fumo ha difatti deteriorato gli splendidi cassettoni decorati della sala adiacente alla loggia.

Il signor Barberini, assieme agli attuali proprietari del Parco dei Mostri di Bomarzo, acquistarono il palazzo, e una decina di anni fa, la signora Gabriella e la sorella iniziarono la lunga opera di restauro, non ancora completata. Palazzo Orsini fa parte delle Dimore Storiche del Lazio.

La visita è veramente affascinante: il portone d’ingresso si apre su un grande cortile interno mattonato con cotto di fornace risalente al XV secolo. A sinistra si trova una spaziosa sala e di fronte le camere degli ospiti. Ogni camera è arredata facendo riferimento alle tonalità di un diverso colore. Una scala interna fa sì che gli occupanti, nelle giornate di pioggia, possano raggiungere la sala colazioni al piano superiore senza bagnarsi. Quando invece la giornata è buona possono farlo mediante la larga scalinata esterna.

Al piano nobile ogni stanza è affrescata in maniera diversa e sono rappresentati elementi delle famiglie che ne furono padrone, tra questi spicca, su uno dei camini, lo stemma dei Borghese, in cui sono visibili l’aquila e il drago.

Una Madonnina affrescata attira la nostra attenzione. Sicuramente necessita di un restauro, che ci auguriamo possa realizzarsi presto grazie ai finanziamenti richiesti, data l’importanza storico-artistica-architettonica del sito in cui è posizionata.

Tale icona si stima che sia stata dipinta tra il 1400 e il 1500 e che fosse parte di un convento.

Ma ciò che ci stupisce non si trova soltanto all’interno della costruzione. Notiamo una volta esterna realizzata in cannucciato, tanto simile a quella vista presso il castello di Montecalvello e, verso il basso, l’antica strada pavimentata del paese, ora parte del palazzo, di epoca romana.

 Affacciati alla loggia cinquecentesca, mentre un inaspettato e fresco venticello sfiorava la nostra pelle, abbiamo notato un albero decisamente strano. Il suo fusto, lunghissimo e incredibilmente esile, svettava mosso dal vento.

La signora Gabriella ci ha spiegato che l’albero, chiamato albero del maggio, viene posto nella sede che vediamo il 30 aprile di ogni anno durante una festa molto sentita.  Il suo impianto è l’atto conclusivo di un’usanza che si ripete da diversi anni. In passato, i giovani del posto si recavano a piedi sulle rive del Tevere, lo estirpavano e lo conducevano al paese. A distanza di parecchio tempo, la tradizione è ancora viva, sebbene la gioventù mugnanese non raggiunga più il fiume a piedi ma per mezzo di veicoli agricoli. Una volta piantato l’albero, si conclude la festa con una bella cena conviviale, in cui viene servita la porchetta, gustosa e celebre pietanza laziale.

Sorprendentemente questa consuetudine si ripete ogni anno anche in Spagna. A scoprirlo è stata proprio la signora Barberini conversando con alcuni suoi ospiti iberici. E ci spiega anche che quasi tutti coloro che scelgono la sua struttura per passare una vacanza, provengono dall’estero: non solo dall’Europa ma anche da altri continenti, soprattutto dagli Stati Uniti e dal Sud America.

Mugnano gode di una posizione privilegiata, poco distante dallo snodo autostradale dell’A1, dalla stazione ferroviaria di Orte e prossimo alla superstrada, e viene spesso scelto come base da chi voglia visitare il Parco dei Mostri e la bellissima Villa Lante di Bagnaia. In genere gli ospiti arrivano in automobile, per essere liberi di spostarsi ma, qualora non lo fossero, la struttura offre un comodo servizio navetta.

Ma non soltanto la tradizione dell’albero del maggio caratterizza l’abitato di Mugnano: altre feste scandiscono il tempo. Il 22 gennaio, si celebra San Vincenzo, mentre il 2 maggio le solennità sono in onore di San Liberato.

Oltrepassando l’uscio di Palazzo Orsini, calpestiamo le pietre di fiume poste ai bordi di un marciapiede e notiamo un fontana novecentesca da cui sgorga limpida e trasparente l’acqua, particolarmente gradita in giornate calde come quella che ci ha visti turisti per Mugnano.

Attraversiamo per l’ennesima volta Piazza Goffredo Mameli, intitolata al patriota italiano stroncato da un’infezione a soli 22 anni, mentre difendeva, appunto, la propria patria e a cui dobbiamo il testo dell’inno che ci rappresenta come nazione nel mondo.

E anche il piccolo borgo di Mugnano in Teverina, che guarda al Tevere, all’Umbria e a Chia, un altro piccolo gioiello della Tuscia che presto visiteremo, è stato capace di infondere emozioni e arricchire il nostro sapere, mostrandoci uno spaccato di storia che guarda al Medioevo e al Rinascimento.

 

 

INIZIAMO CON IL MERAVIGLIOSO BORGO DI VITORCHIANO

(LINK DI SEGUITO) http://www.viterbox.it/rubriche/viterbox_15/vitorchiano-un-altro-borgo-da-visitare-tra-storia-fascino-e-tradizioni_2154.htm

 PER POI PASSARE AL BORGO DI ROCCALVECCE CON IL SUO CASTELLO DEGNO DI LUNGHE E APPROFONDITE VISITE

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 E COME NON VISITARE IL BORGO DI SANT'ANGELO CON I SUOI DISEGNI CHE CI RICORDANO LE FIABE!

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SIPICCIANO, LA GLORIA DEI BAGLIONI

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LA FORTEZZA DI GRAFFIGNANO, INTRODUCE AL PICCOLO E CURATO BORGO CON AFFACCIO SULLA MACCHIA

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LA SORPRESA DI UN BORGO FANTASTICO: CIVITELLA D'AGLIANO

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SAN MICHELE IN TEVERINA, UNA TERRAZZZA SULLA VALLE DEI CALANCHI

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 UNA TORRE NELLA TORRE ED UN MAGNIFICO BORGO A BASSANO IN TEVERINA

(LINK DI SEGUITO)   http://www.viterbox.it/rubriche/viterbox_15/bassano-in-teverina-la-torre-nella-torre-che-guarda-al-borgo_2426.htm?fbclid=IwAR2qTxLnujAgpZeUMwG8ax1ETwEj1B4yq5S-pvuCd2cWoSfRreK2XTNq5fA

IL CALORE E LA TRADIZIONE A CASTIGLIONE IN TEVERINA 

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ARTE, STORIA E TRADIZIONE NEL CASTELLO DI MONTECALVELLO, CON UNA GUIDA D’ECCEZIONE

(LINK DI SEGUITO) http://www.viterbox.it/rubriche/viterbox_15/montecalvello-un-conte-un-castello-un-borgo-e-giotto_2525.htm?fbclid=IwAR2COCBTFVjKeD4-ZNlz0gYnZX7mFCxUxlnv_FJuvLxx9-6TACI2tYNH9nA

 

 

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Commenti

14/07/2019
08:22:34
Mugnano in Teverina (inviato da Chiara Ester Gerunzi)
Eh sì continua questo bellissimo viaggio. Una scoperta magnifica che è conferma della ricchezza di questi luoghi e che non vedo l'ora di approfondire. Grazie Daniela per la tua attenzione e cura che esprimono un sincero amore per questa terra?--------------------- Grazie a te, carissima Chiara per l'attenzione che ci rivolgi.

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