di Daniela Proietti
Poco più di quattro anni fa ebbi la fortuna di conoscere un luogo molto particolare, un meraviglioso connubio di arte e natura, di semplicità e signorilità, che emetteva note di vivaci colori e freschi profumi di primavera.
Scegliemmo una raffinatissima azienda agricola, posta curiosamente al di sotto dell’antico borgo di Bassano in Teverina, per festeggiare un’importante cerimonia familiare e, per tutto il tempo in cui permanemmo, i nostri sguardi andavano alle case arroccate sulla rupe tufacea.
Al contrario, arrivando da Viterbo, si ha come l’impressione che per raggiungere il paese si debba scendere verso il basso.
Sono tornata a Bassano in Teverina dopo parecchio tempo e, questa volta, non mi sono accontentata di avere una visione d’insieme: ho voluto conoscerlo dall’interno, passeggiando per i vicoli, ammirandone ogni minima particolarità, godendo di tutte le note di colore emanate da quelle pietre all’apparenza tutte uguali.
I nostri passi risuonavano nel silenzio ovattato del paese mentre ci muovevamo alla ricerca del Municipio. In modo scontato e senza neanche pensarci, ci siamo diretti verso il centro, come se fosse la cosa più naturale da fare.
Il Comune, del resto, rappresenta il midollo osseo di un centro abitato, regola la vita del territorio e soprattutto quella dei cittadini.
A Bassano in Teverina, distante 22 km da Viterbo e facilmente raggiungibile per mezzo della superstrada Orte-Civitavecchia, il municipio è collocato, invece, in una costruzione piuttosto recente, nella parte nuova dell’abitato.
Abbiamo incontrato il giovane e stimato sindaco Alessandro Romoli che, oltre ad averci illustrato le maggiori iniziative e attrattive del comune da lui amministrato, si è preoccupato di farci accompagnare da una validissima guida che potesse mostrarci al meglio il borgo vecchio.
Lambito dal fiume Tevere, che ne specifica la denominazione, il comune ha una forma curiosamente simile a quella dell’Umbria, regione con la quale confina per un brevissimo tratto.
Il vero e proprio centro abitato, si estende su una zona piuttosto ampia e con caratteristiche variegate. Uscendo dalla superstrada o dalla strada provinciale Ortana, si scorge la parte nuova del paese e, per raggiungere quella antica, si deve percorrere una lunga via in discesa.
Nella prima piazza che si incontra, e dove si inizia a intravedere il verdissimo panorama, si erge la grande chiesa dei Santi Fidenzio e Terenzio.
Scendendo ancora si scopre la casa in cui nacque, nel 1832, il Cardinale Isidoro Verga che, come viene ricordato dalla targa posta sulla facciata dell’abitazione, fu benefattore dei giovani bassanesi; poche altre decine di metri e si arriva alle porte del borgo antico, una vera meraviglia per le potenzialità che serba in esso.
Ancora una volta, il silenzio ti assale. Il borgo sembrerebbe disabitato, se non fosse per l’unica signora che abbiamo poi incontrato nel vicolo laterale, quello che fa da spartiacque tra la zona restaurata e la zona in cui si devono ancora realizzare gli interventi.
Il signor Urbano Rosati, la nostra guida esperta, vice presidente del Gruppo Archeologico Bassanese, ci ha accompagnati alla scoperta della torre del paese: una vera e propria rarità grazie al campanile contenuto in essa. Sull’alta costruzione, che svetta per circa trenta metri, un colorato orologio composto da maioliche del ‘700, dà il benvenuto ai visitatori. Lo sguardo sulla Valle del Tevere, a cui negli ultimi tempi lo abbiamo rivolto numerose volte, è anche stavolta foriero di emozioni, e la natura vince su tutto. Sulle strade presenti ma poco visibili, sui paesi in ombra data l’ora giovane del mattino, sui mezzi di trasporto, che appaiono come delle piccole formiche colorate disperse nell’ampio palcoscenico naturale.
Di fronte alla torre l’antica sede del Dazio, i cui stipiti settecenteschi sono stati innocentemente tagliati e, purtroppo, rovinati dal vecchio proprietario del locale, al fine di agevolare l’ingresso del proprio Ape Car.
Posta sullo sperone di levante del paese, la torre indicava la direzione ai pellegrini che transitavano nella zona e, affinché la vista fosse ancor più evidente, alcuni fornici di piccole dimensioni contenevano vetri colorati o specchi.
Siamo saliti all’interno della stessa, restando sorpresi dalla presenza di un ascensore che arriva al secondo piano e, in una piccola stanza, abbiamo ammirato oggetti e arnesi che distinguono il Piccolo Museo della Civiltà Contadina, forte e ancora presente a Bassano.
In basso, sul pavimento, un foro da cui i soldati asserragliati nella torre gettavano olio bollente ai nemici che facevano per avvicinarsi all’abitato, il “foro di benvenuto”, come l’ha ironicamente soprannominato il signor Urbano.
L’opera architettonica che abbiamo avuto il privilegio di conoscere e apprezzare è, come già ricordato, unica nel suo genere. La torre, innalzata nel XVI secolo, per motivi non specificati vede al proprio interno un campanile animato (nella provincia di Viterbo ne esistono soltanto due, uno nella Chiesa di San Sisto a Viterbo e l’altro nella Chiesa di Santa Bruna a Gallese) di epoca precedente, costruito a cavallo tra l’undicesimo e il dodicesimo secolo. Negli anni ’90, durante i lavori di restauro, venne appunto alla luce il campanile del quale, nel paese, si era persa la memoria.
Le figure, abbracciate alle colonne, conferiscono alla struttura l’aggettivo “animato”. La lavorazione è altomedioevale ed evidenzia correlazioni con i capitelli presenti all’interno della Chiesa di Santa Maria dei Lumi, posta di faccia alla torre. I personaggi scolpiti sui capitelli hanno forme e significati diversi tra loro: si va da una statua affine a quella scolpita nella cripta di Lund in Svezia, della cui similarità fu testimone Re Gustavo che condusse scavi archeologici nella Tuscia più di cinquant’anni fa, alla raffigurazione di Marzio, il giovinetto vitorchianese che morì per un’infezione provocata da una spina, dopo essere giunto a Roma per chiedere aiuto contro i nemici viterbesi. Una scultura decisamente esplicita, è il ragazzo senza abiti con le terga rivolte al paese di Orte, storico nemico delle genti bassanesi, che poggia la mano su quello che era un grande fallo in segno di spregio e sberleffo ai potenziali invasori.
Le colonne a tortiglione, non semplici da realizzare in un’epoca buia come l’alto medioevo, ci hanno accompagnati per tutta la visita assieme all’ingegnoso sistema di specchi, appesi alle pareti interne della torre, che permette di vedere l’esterno del campanile ed apprezzare al meglio le sue trifore. Sebbene la notizia non sia stata verificata, sembrerebbe che le colonne a tortiglione stiano a ricordare il cammino di Maria Maddalena che, passando dai dintorni di Bassano, giunse in Francia e in quella terra le vennero intitolate diverse chiese al nome di Santa Maria in Lumière: strana coincidenza, la chiesetta sita all’ingresso del borgo si chiama, curiosamente Santa Maria dei Lumi e contiene proprio colonne a tortiglione.
Raggiunta la sommità, lo sguardo si apre ancora una volta sulle vallate circostanti e sui paesi umbri posati dolcemente sui versanti dei monti appenninici, al di là della linea posta da quella che è conosciuta come l’Autostrada del Sole: Guardea, Giove, Penna in Teverina. Non si riescono invece ad individuare Bomarzo e Mugnano, poco distanti ma nascosti.
Un enorme palazzo fatto erigere su uno sperone tufaceo dal Cardinale Marco Sittico Altemps nel ‘600, fa bella mostra di sé. La nostra guida ci racconta che ne era proprietario l’artista statunitense Twombly, scomparso nel 2011. Esponente dell’arte astratta contemporanea, elesse Bassano come luogo del cuore e visse nel borgo per lunghi periodi. Alcune delle sue opere, esposte al Metropolitan Museum di New York, sono intitolate proprio al paese laziale. Ora, lo detiene il figlio, un personaggio, come ci viene riferito, piuttosto particolare.
Spostandoci lungo il perimetro del piano alto della torre, abbiamo individuato il corso del Tevere, ovvero il nuovo corso del fiume, dato che in passato era collegato al Lago di Vladimonio, considerato sacro, in quanto i soldati vi bagnavano le armi prima di dare inizio alle operazioni belliche. Scenario di scontri tra Etruschi e Romani, viene citato da Tito Livio in merito ad una battaglia, tra i popoli sopracitati, svoltasi nel 309 a.C. e che vide una terribile disfatta e la conseguente fine dell’egemonia degli Etruschi. Ora, del venerato lago, resta soltanto una pozza di circa trenta metri di diametro.
Scendendo dalla torre, e dichiarando il nostro stupore per la magnificenza dell’opera, ci siamo informati se fosse aperta al pubblico e visitabile: con soddisfazione, il signor Urbano ci ha detto che è stata riaperta dopo dieci anni dal restauro e al costo di 4 euro è possibile salire sul tetto del paese. Per farlo è comunque consigliabile chiamare ai seguenti numeri:
-3386097490 (Signor Urbano Rosati)
-3473118021 (Signora Isabella Rosati)
La nostra piacevole passeggiata è poi proseguita per i vicoli del ben conservato borgo. Costruito su vari livelli, riserva scorci che colpiscono il visitatore. Si è immersi in un paesaggio urbano di altri tempi, dove l’assenza di qualsiasi mezzo di trasporto conferisce note estremamente piacevoli. Siamo scesi lungo le scale che costeggiano un nuovo anfiteatro, abbiamo scoperto la piazzetta sul cui pavimento è rappresentata una scacchiera e, mentre stavamo per andarcene, delle voci hanno attirato la nostra attenzione.
Le voci provenivano dal punto vendita di Andrea, un validissimo artigiano che all’interno del proprio “Laboratorio di arti e mestieri” produce monili e oggetti di arredamento assieme alla moglie Alessia, una vera e propria artista. Dalle parole del ragazzo, è stato semplice cogliere l’amore per il proprio lavoro e quanto creda nello sviluppo turistico del paese. Non abbiamo avuto l’opportunità di conoscere Alessia, ma il marito ne ha fatto un ritratto estremamente positivo, e questa cosa ha davvero fatto breccia nei nostri cuori. Gli spazi in cui Andrea ed Alessia producono le proprie opere, profumano di creatività e passione, cose di cui ogni singola persona necessita per creare qualcosa di irripetibile.
Lo sviluppo del borgo, a nostro parere, deve puntare proprio su gente che possa renderlo unico.
Bassano in Teverina, è conosciuto anche per l’interessante Festival Irlandese che si svolge proprio in questi giorni (dal 21 al 23 giugno n.d.r.) e per la rievocazione storica “Alla corte Alfonso de Lagnis” che avviene nel mese di luglio: in concomitanza a questa occasione vengono allestite numerose botteghe artigianali lungo le vie del borgo. Nel periodo natalizio non ci si può esimere dal visitare il pittoresco Presepio Vivente, realizzato sempre tra le vecchie case bassanesi.
Girovagando come moderni pellegrini lungo la Valle del Tevere, abbiamo scoperto ancora una volta un luogo ricco di storia, arte e tradizione che, come i centri che abbiamo finora visitato, sente forte il bisogno di essere valorizzato. E noi, altro non possiamo fare che raccontare del suo passato, dei suoi abitanti e delle sue potenzialità, al fine di vederlo brillare di una luce sempre più forte.
INIZIAMO CON IL MERAVIGLIOSO BORGO DI VITORCHIANO
(LINK DI SEGUITO) http://www.viterbox.it/rubriche/viterbox_15/vitorchiano-un-altro-borgo-da-visitare-tra-storia-fascino-e-tradizioni_2154.htm
PER POI PASSARE AL BORGO DI ROCCALVECCE CON IL SUO CASTELLO DEGNO DI LUNGHE E APPROFONDITE VISITE
(LINK DI SEGUITO) http://www.viterbox.it/rubriche/viterbox_15/il-gioiello-sulla-via-teverina-che-attende-di-essere-scoperto-roccalvecce_2079.htm
E COME NON VISITARE IL BORGO DI SANT'ANGELO CON I SUOI DISEGNI CHE CI RICORDANO LE FIABE!
SIPICCIANO, LA GLORIA DEI BAGLIONI
(LINK DI SEGUITO) http://www.viterbox.it/rubriche/viterbox_15/sipicciano-una-gemma-nella-valle-del-tevere_2196.htm
LA FORTEZZA DI GRAFFIGNANO, INTRODUCE AL PICCOLO E CURATO BORGO CON AFFACCIO SULLA MACCHIA
LA SORPRESA DI UN BORGO FANTASTICO: CIVITELLA D'AGLIANO
SAN MICHELE IN TEVERINA, UNA TERRAZZA SULLA VALLE DEI CALANCHI