di Daniela Proietti
Quando siamo arrivati a Sipicciano pioveva. Delle sottilissime gocce, pungenti come spine di rosa, ci raffreddavano in un tiepido pomeriggio di maggio.
Da Viterbo, il paese, ubicato su un altopiano che domina la valle del fiume Tevere, dista circa 20 chilometri, e diverse sono le vie che si possono percorrere per raggiungerlo. Gli abitanti preferiscono passare da Vitorchiano, la strada è curvosa ma breve e poco transitata. Noi, invece, abbiamo percorso la Strada Provinciale Teverina, più veloce, fino ad arrivare a Grotte Santo Stefano, poi ci siamo diretti verso il bivio in Strada Vitorchiano e, dopo diecimila metri di campi coltivati e noccioleti, oltrepassato anche un passaggio a livello, siamo giunti all’abitato, posto a158 mt sul livello del mare, che conta circa 1200 persone.
Nonostante la sua posizione apparentemente isolata, Sipicciano è ben collegato sia al capoluogo che alla capitale da una ferrovia che permette ai numerosi pendolari di raggiungere il posto di lavoro in tempi relativamente brevi e, con pochi minuti, è possibile immettersi nell’A1 dal casello della vicina Attigliano.
La piazza principale, quella su cui si affaccia la porta dell’antico borgo, ospita il monumento ai caduti nella Grande Guerra, a ricordo e in onore dei combattenti sipiccianesi.
Sempre sulla stessa piazza, c’è il bar. Inutile sottolineare la cortesia che la gente del paese adopera verso il forestiero. Ci avevano informati che sarebbe stato sufficiente chiedere la chiave della Cappella Baglioni, cuore della parte antica del paesino per poterla visitare, e questo abbiamo fatto. La ragazza del bar e la signora della tabaccheria accanto, non trovandola, hanno immediatamente contattato la gentilissima signora della Pro Loco, l’architetto Stefania Profili, conoscitrice esperta della storia del luogo e delle opere d’arte presenti in esso, che ci ha accompagnati alla scoperta di un tesoro che non pensavamo esistesse.
Una maestosa porta introduce al nucleo antico, che si è sviluppato sulla sommità di una rupe tufacea. Al termine di una scala che segnava l’ingresso al vecchio castello, troviamo una piccola piazza su cui si affaccia il Palazzo Baronale, costruito attorno al XV secolo e dimora delle nobili famiglie che durante il corso dei secoli hanno dominato il territorio (Baglioni, Altemps, Barberini, Costaguti).
Stretti vicoli tortuosi si snodano tra abitazioni piuttosto datate. Notiamo la presenza di diversi cantieri, che ci confermano le parole di chi ci accompagna riguardo degli interventi di restauro in corso.
L’interno della Cappella Baglioni, attualmente di proprietà del Comune di Graffignano, paese di cui Sipicciano è frazione, facente parte del complesso di Santa Maria Assunta in Cielo è molto singolare. Eretta nel XVI secolo, fu chiusa negli anni ’60 e riaperta dopo più di tre decenni, ha subito diversi restauri che hanno riportato alla luce meravigliosi affreschi. La cappella, dedicata a San Francesco, è interamente affrescata e decorata con fregi e stucchi. Nella decorazione è stata esaltata la famiglia committente, i Baglioni, di cui appare ai quattro angoli lo stemma araldico. Imponente l’altare e la camera sepolcrale rappresentano due ulteriori elementi di pregio del tabernacolo.
Uscendo da quel luogo ricco di storia, ma soltanto dopo aver ammirato la verdissima valle sottostante dalle ampie finestre poste lateralmente al presbiterio, siamo stati introdotti all’interno del grande salone del Palazzo Baronale. Ai quattro lati del grande ambiente, abbiamo notato i ritratti affrescati di quattro componenti della famiglia Baglioni, recuperati grazie ad un’opera di riattamento.
Molte sono le attrazioni presenti al di fuori del centro storico: la Chiesa di San Bernardino, dedicata al patrono del paese, ricordato nella terza settimana del mese di maggio, la piccola chiesa rurale della Madonna delle Vigne, fatta erigere nel 1647 dai contadini in segno di ringraziamento per i raccolti delle vendemmie. Immersa in un parco di piante e alberi secolari, Villa Lais, dimora settecentesca delle famiglie Fabbrucci, Apolloni, Lais. Alla villa è annessa una piccola chiesa dedicata a San Vincenzo.
Poco distante dal centro abitato, in località Poggio della Guardia, nella piana del Tevere, piuttosto recentemente, grazie ad uno scavo archeologico, sono stati riportati alla luce i resti di un insediamento rustico di età romana. E’ stato possibile individuare una zona residenziale e una zona produttiva con grande vasca circolare.
In località Poggio del Castagno, è presente uno spazio verde attrezzato, in cui si svolgono, nel periodo estivo, feste popolari e sagre.
Molto conosciuta anche la fonte miracolosa del Pisciarello, sita in un boschetto non lontano dal paese, la cui acqua sembrerebbe in grado di alleviare le sofferenze di coloro che la bevono.
Andando via da Sipicciano, ci siamo resi conto che ancora una volta lo scrigno dei tesori del viterbese era stato in grado di mostrarci le sue gemme più preziose, capaci di illuminare anche un grigio sabato di metà maggio.
Di seguito gli articoli correlati
INIZIAMO CON IL MERAVIGLIOSO BORGO DI VITORCHIANO.
(LINK DI SEGUITO) http://www.viterbox.it/rubriche/viterbox_15/vitorchiano-un-altro-borgo-da-visitare-tra-storia-fascino-e-tradizioni_2154.htm
PER POI PASSARE AL BORGO DI ROCCALVECCE CON IL SUO CASTELLO DEGNO DI LUNGHE E APPROFONDITE VISITE.
(LINK DI SEGUITO) http://www.viterbox.it/rubriche/viterbox_15/il-gioiello-sulla-via-teverina-che-attende-di-essere-scoperto-roccalvecce_2079.htm
E COME NON VISITARE IL BORGO DI SANT'ANGELO CON I SUOI DISEGNI CHE CI RICORDANO LE FIABE!