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Graffignano, l' ultima meraviglia prima dell' Umbria

di Daniela Proietti

01 giugno 2019

Le vie del paese, rischiarate dal sole e per nulla congestionate, trasmettono il forte senso di tranquillità che regna tra i poco più di duemila abitanti.

Arrivando da Viterbo, dopo aver percorso la provinciale Teverina ed aver svoltato al bivio di Celleno, si giunge sulla piazza principale, Piazza del Comune, che rappresenta, per ciò che ci è apparso, il centro della vita sociale di Graffignano. Di lì, un rettilineo conduce al punto di maggiore interesse del paese: il Castello Baglioni Santacroce.

Sul posto abbiamo incontrato i membri dell’Associazione Open, nata poco più di un anno e mezzo fa, tra cui la cortese signora Flavia Maggio Aprile, che ci hanno accompagnati lungo otto secoli di storia. L’intento di questi volenterosi i cittadini, che spendono parte del proprio tempo e delle proprie risorse per il bene del luogo in cui sono nati e vivono, è encomiabile.

La fortezza, risalente al tredicesimo secolo, ha avuto origine come bastione militare e mostra tutti gli elementi che lo caratterizzano. Non si conosce chi l' abbia fatta erigere. Durante le varie battaglie, che ebbero come scenario il territorio della valle del Tevere, la costruzione subì diversi danni e divenne successivamente possedimento della Famiglia Baglioni.

E’ bene ricordare che il castello, che è oggi di proprietà del Comune di Graffignano il quale ha provveduto ad alcuni interventi di ristrutturazione, fu lasciato in abbandono per diversi anni. Attualmente dello stesso se ne sta occupando l’Associazione Open che ne cura l’immagine e provvede al recupero di alcune sue parti. All’interno del maniero vengono ospitate mostre ed eventi, a condizione che siano rispettose della dignità del posto.  Ne è un esempio la mostra dei lavori all’uncinetto, curata dalle signore dell’associazione delle Filo…Sofie, che si occupa delle antiche tradizioni legate al mondo delle donne, che verrà allestita a breve.

Il punto cui oggi si accede alla costruzione basso medioevale, non è lo stesso che segnava l’ingresso originariamente, che è collocato, invece, sul lato posteriore e si apre verso il piccolo borgo, molto curato, a forma di ferro di cavallo. La pavimentazione originale del 1200, è stata purtroppo deturpata da un intervento poco felice di riattamento, nonostante fosse sotto l’occhio della sovraintendenza. Di fianco alla porta di accesso, si trova un locale che era adibito a carcere. Un’iscrizione riporta il nome di uno dei suoi detenuti: Filippo Ferrari, chirurgo viterbese, trasferito a Graffignano al soldo dei signori del luogo e imprigionato nel 1779. Tale carcere, aperto verso l’esterno grazie ad una piccola finestra e visibile dalla piazzetta attigua, Piazza Piazzarella, era riservato ai detenuti più illustri: era, in pratica, un carcere di serie a.  Si è scoperto che la cella veniva anche usata come butto, ne sono testimonianza alcune ceramiche e le ossa degli animali le cui carni venivano servite durante i banchetti. Dalle analisi effettuate, è stato desunto che le carni di ghiro erano spesso presenti sulle tavole degli occupanti del castello.

Sempre sul lato posteriore, che ospita la cella, è possibile notare l’edificio che era la sede prima della foresteria e dei magazzini per le riserve alimentari e successivamente divenne la casa della contessina. E’ presente anche una torre non agibile e un lungo cunicolo che porta alla via di fuga. Tutt’intorno, feritoie utilizzate dagli occupanti per difendersi dai nemici. Affacciandosi, è possibile notare il Giardino dei Peri e delle Feijoa, realizzato dagli ultimi proprietari con piante importate dal Venezuela, terra in cui erano andati in cerca di fortuna.

Al di sotto del castello e intorno ad esso è un tripudio di verde, la macchia è rigogliosa, aiutata di certo anche dalle copiose piogge che si sono riversate in questa strana primavera.

Sul lato destro del primo piano dell’edificio, dopo aver salito una ripida scalinata, si accede alla cappella che fece edificare la Signora Paparelli, moglie di Tancredi Ottone, la quale, a seguito delle battaglie per le terre che vedevano il curato dell paese dalla parte dei contadini, decise di non frequentare più la chiesa e di concedersi un luogo di culto in casa. Di pregio il quadro e l’abito talare datati 1900 come la cappella stessa, con ricami al tombolo e intessuta di fili d’oro.

La parte restante del piano è interamente da restaurare. Spiccano delle enormi sale con ampi camini, le camere da letto e la zona lavanderia. Nelle varie stanze vi sono elementi d’arredo e un antico fortepiano da studio. Su uno stipite un’iscrizione in codice che sembra fosse per i pellegrini che si recavano a Roma. La cucina presenta un camino di dimensioni molto grandi, tali da ospitare una persona in piedi. Sulla balconata interna è stata collocata parte di una tomba romana, ritrovata da Piero Bulgarini nei primi del ‘900, in cui è stato scolpito un puttino.

La sala al pian terreno, invece, interamente ristrutturata, era occupata inizialmente da una stalla e successivamente come rimessaggio per gli attrezzi agricoli. In questi giorni ospita la mostra delle opere prodotte dagli alunni della scuola media locale. Nelle altre stanze i preziosi reperti ritrovati nella villa romana del Poggio della Guardia, elementi risalenti al I secolo d.C. e provenienti dall’intera area mediterranea, preziosi al punto di dover allarmare il castello.

Va ricordato che l’ingresso è completamente gratuito e l’associazione di volontari opera con propri mezzi e grazie alle offerte lasciate da coloro che visitano la fortezza.

In estate le antiche mura si accendono per merito dell’iniziativa “A lume di lumaca”: 2500 barattoli di vetro vengono riempiti di cera che viene combusta per rischiarare il palazzo e l’intorno. A Graffignano, difatti, ventesima città della lumaca, nella seconda metà di agosto si svolge l’oramai celere Sagra dalla Lumaca, che nasce per ricordare la tradizionale processione della Madonna Assunta, chiamata anche processione delle lumache, che venivano svuotate e poi rese luminose. Oggi, il paese piemontese di Cherasco, che ha il primato della sagra della lumaca, invia agli amici di Graffignano gusci vuoti e puliti che vengono poi illuminati.

Sulla via del ritorno, superata la piazza principale, una strada curvilinea conduce alla chiesetta della Madonna di Castellonchio. Completamente immersa nel verde e attorniata da un curatissimo giardino, la struttura religiosa infonde un profondo senso di pace, fedele a tutto ciò che finora avevamo visto.

Graffignano fa parte dei miei ricordi più cari, delle domeniche autunnali e d’inverno, in cui si stava in casa dei nostri amici a chiacchierare al caldo del caminetto, con una semplicità e una gioia nell’animo che mi accarezza il cuore ogni volta che chiudo gli occhi e ci penso.

Negli anni sono tornata spesso in quel piccolo paese al limitare del Lazio, che volge lo sguardo alle verdi vallate umbre, ho notato qualche piccolo cambiamento, un negozio in più, alcune case ristrutturate, nuove insegne turistiche, una scuola, elementare dismessa (gli alunni, ogni mattina, debbono recarsi alla vicina Sipicciano per assistere alle lezioni). Per una comunità è triste perdere una scuola, il paese ne soffre, perde un po’ della sua luce.

INIZIAMO CON IL MERAVIGLIOSO BORGO DI VITORCHIANO.

(LINK DI SEGUITO) http://www.viterbox.it/rubriche/viterbox_15/vitorchiano-un-altro-borgo-da-visitare-tra-storia-fascino-e-tradizioni_2154.htm

 PER POI PASSARE AL BORGO DI ROCCALVECCE CON IL SUO CASTELLO DEGNO DI LUNGHE E APPROFONDITE VISITE.

 (LINK DI SEGUITO) http://www.viterbox.it/rubriche/viterbox_15/il-gioiello-sulla-via-teverina-che-attende-di-essere-scoperto-roccalvecce_2079.htm

 E COME NON VISITARE IL BORGO DI SANT'ANGELO CON I SUOI DISEGNI CHE CI RICORDANO LE FIABE!

 (LINK DI SEGUITO)  http://www.viterbox.it/rubriche/viterbox_15/santangelo-arte-e-murales-ci-sono-ora-bisogna-dirlo-ai-turisti_2058.htm?fbclid=IwAR1u9V0dixKinc8HdKli_ybdXmm8juYYED7zpaSClAtZ3tvAbPFhkwSIrPQ

 

 SIPICCIANO, LA GLORIA DEI BAGLIONI

(LINK DI SEGUITO)   http://www.viterbox.it/rubriche/viterbox_15/sipicciano-una-gemma-nella-valle-del-tevere_2196.htm  

http://www.viterbox.it/rubriche/viterbox_15/sipicciano-una-gemma-nella-valle-del-tevere_2196.htm 

Photogallery

Commenti

29/07/2019
15:32:42
GraffignanO (inviato da Alessandro Gallina da GraffignaNo Al Gallina 2@gGraffignano ti mail.com )
Brava Daniela, bell?articolo! PS da redazione? ci perdoni abbiamo dovuto mettere la nostra email perché la sua il sistema non la riconosce? Al Gallina 2@gmail.com
04/06/2019
08:24:57
Graffignano (inviato da Colleen Beretta)
Per favore scusami il mio italiano. Questo è un articolo molto buono e interessante. Grazie per averlo condiviso. Vivo a Graffignano e lo adoro assolutamente. L'Association Open fa un meraviglioso lavoro alla casta e il mio grazie a loro. - - (Redazione) Grazie infinite e complimenti all'associazione Open

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