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L' affaccio piu' suggestivo: Civitella d' Agliano

di Daniela Proietti

08 giugno 2019

Lo specchio d’acqua che segna il confine tra il Lazio e l’Umbria, riflette la sua luce argentea nella tarda mattinata di un giorno feriale di giugno. In cima alla Torre Monaldeschi, eretta nel XIII secolo, il silenzio è assordante: infonde pace e benessere; il sole e il vento accarezzano la pelle, il profumo della primavera inoltrata fa da padrone.

Quattro dei nostri cinque sensi sono stati appagati e, se avessimo avuto tra le mani un calice di vigoroso grechetto, un Mottura ottenuto con pregiate uve locali, per intenderci, l’idillio si sarebbe compiuto.

Assaggi a parte, Civitella d’Agliano è un altro gioiello della rigogliosa Valle del Tevere, posto a 30 km dal capoluogo e raggiungibile per mezzo della Strada Provinciale Teverina, dopo aver attraversato Grotte Santo Stefano e il borgo delle fiabe, Sant’Angelo. La strada, piuttosto curvosa, è totalmente immersa nel verde e non troppo transitata.

Per contro, la via per recarsi nella capitale è breve e diretta. A pochi minuti, la stazione ferroviaria di Alviano permette di raggiungere Roma Termini in tre quarti d’ora e i caselli autostradali, in direzione nord (Orvieto) e sud (Attigliano), sono collocati a circa 20 Km.

La parte antica del paese è arroccata su una rupe tufacea e le pietre di fiume, raccolte nel vicino Tevere, sono state il principale materiale usato per le costruzioni.

“Nonostante la discreta posizione, alcune persone hanno deciso di lasciare il paese per andare a vivere nei grandi centri, spinti dalla ricerca di un lavoro e, attualmente, la popolazione conta 1590 persone” questo ci ha detto il signor Stefano Lucarini, assessore alla cultura del Comune di Civitella d’Agliano che ci ha accolti con assoluta cortesia assieme al presidente della Pro Loco Luca Giuliotti.

Il paese conta diversi saliscendi e, dalla Piazza Cardinale Dolci in cui sorge il Municipio, di cui è sindaco il Dott. Giuseppe Mottura, la via per giungere al borgo è inizialmente in discesa. Mentre passeggiavamo abbiamo udito i canti provenienti da uno dei tre Centri Anziani presenti nel territorio.

A destra e a sinistra, vicoli ed archi introducono alle viuzze ordinate dell’abitato. Di fronte a noi, poi, in cima ad una lieve salita, un grande arco introduce al vero centro storico. La stradina di ciottoli conduce ad un ampio belvedere sull’ormai celebre Valle dei Calanchi. L’aria è limpida e Civita di Bagnoregio è visibilissima, tanto che si riescono a contare i piloni del ponte che conduce ad essa. Allungando lo sguardo a nord ovest, si scorge Castiglione in Teverina, altro comune della valle, l’ultimo prima della regione umbra.

“Nel centro storico viviamo in trenta e tante sono le case disabitate” spiega il presidente della Pro Loco. Nessun segno di abbandono è visibile, piuttosto notiamo la cura usata dagli abitanti per rendere piacevole la visita. Molte case sono in affitto o in vendita e, data la congettura economica attuale, di certo non positiva, acquistare un appartamento o un palazzetto costituirebbe un ottimo investimento.

Poco distante dall’ingresso del centro storico, svoltando a destra e seguendo uno dei cinque vicoli che confluiscono alla piazza principale, troviamo l’abitazione del Maestro Luini, scomparso da poco, che aveva completamente trasformato la propria dimora in uno studio di pittura. All’esterno della casa, appoggiate alle pareti, abbiamo ammirato diverse delle sue coloratissime opere.

Civitella è un luogo in cui l’arte trova il suo habitat naturale, data anche la presenza di un distaccamento dei Beni Culturali (deposito ufficiale dell’Etruria meridionale), che vanta la presenza di reperti archeologici di notevole importanza, sembrerebbe essere secondo soltanto a Pompei. Questi, ritrovati in località Spoletino, vantano una cisterna romana appartenente ad una villa locale. La zona all’epoca era raggiungibile per via fluviale, considerato che il Tevere era navigabile.

Piazza Unità d’Italia accoglie una struttura alberghiera lussuosa e nominata anche al di fuori dei confini provinciali: La tana dell’Istrice di Sergio Mottura. L’hotel, di categoria 4 stelle superiore e alloggiato in un palazzetto cinquecentesco, vanta la presenza di cantine storiche in cui vengono conservati i celebri vini Mottura.

“Se andate a New York o a Sidney, non è escluso che vi venga servito un Mottura: sappiate che proviene da queste uve” con un moto d’orgoglio, Luca Giuliotti precisa quanto sia prezioso il vino prodotto in zona.

All’interno del borgo sono presenti ulteriori strutture di ricezione, per la precisione tre bed and breakfast. Sempre nella stessa piazza si ergono due chiese, una delle quali, consacrata quattro secoli fa, ha subito l’intervento di rifacimento della facciata negli anni ’30. Su di essa sono scalfiti i buchi delle pallottole sparate dai tedeschi presenti in paese durante la Seconda Guerra Mondiale. Adiacente alla chiesa ce n’è un’altra, risalente al 1200.

Percorsi pochi metri, si accede a Piazza Garibaldi. Di dimensioni contenute, incarna il vero salotto della città. Durante la Sagra della Pizza e della Birra, che si svolge solitamente durante la prima quindicina di agosto, la piazza si trasforma in un’esclusiva discoteca sotto le stelle.

Dall’affaccio della stessa si gode la vista sul vecchio borgo e si concretizza la certezza di come gli abitanti abbiano scelto di rispettare lo storico e l’architettura presente.

Il tappeto formato dalla moltitudine dei tetti visibili, offre una scala di tonalità gradevole e armoniosa. Volgendo lo sguardo a destra, un’elegante villa attira la nostra attenzione. Ci viene detto che era la residenza del Cardinale Angelo Maria Dolci, vissuto a cavallo tra il 1800 e il 1900, che viene ricordato per aver ricevuto la delega apostolica in America Latina e per aver protetto i membri delle comunità cristiane durante il terribile, e troppo spesso dimenticato, genocidio armeno. La villa, che durante la guerra fu occupata dalla terza armata tedesca e successivamente ospitò delle religiose, è ora disabitata. Sembra però che esista un progetto per trasformarla in una casa di accoglienza per giovani disagiati, come espresse nelle sue ultime volontà il cardinale stesso.

I nostri accompagnatori ci hanno proposto, come un gustoso e raffinato dessert di fine pasto, l’ascesa alla duecentesca Torre Monaldeschi. La salita è tutt’altro che faticosa, la scala è molto arieggiata e i circa cento gradini non hanno affatto un’alzata ripida. In poco tempo si raggiunge l’ulteriore salotto buono della località tiberina e, nel panorama a 360° l’occhio spazia, qualora la limpidità dell’aria lo permetta, dal Monte Soratte alla Palanzana, da Castiglione in Teverina alla frazione di San Sebastiano, da Civita di Bagnoregio a San Michele in Teverina per arrivare, addirittura all’abitato di Soriano e alla Faggeta.

Sarà questo il motivo per cui la struttura venne definita “torre d’avvistamento”? Molti secoli fa il territorio fece da scenario agli scontri tra i Vico di Viterbo e i signori di Orvieto. Nessuna delle due fazioni ebbe la meglio, fatto sta che lasciarono cumuli di macerie.

Prima di lasciare la torre, i nostri gentilissimi accompagnatori Luca e Stefano ci hanno informato che ogni anno, dal campanile della piazza, si cala la Befana Acrobatica impersonata da uno dei componenti del gruppo orvietano “Forra di Testa”.

Scendere, a dire il vero, è stato un piccolo dispiacere, sebbene abbiamo la certezza di poter ripetere la visita in qualsiasi momento. La torre è difatti visitabile, previo accordo con la Pro Loco, in ogni giorno dell’anno chiamando il numero 3382752268. L’ingresso non è a pagamento, ma ci sembra giusto che quanti la visitano contribuiscano al mantenimento della torre che, tra l’altro, è il simbolo con cui si identifica il paese, con delle offerte.

Civitella d’Agliano è anche un luogo in grado di accogliere con facilità i flussi turistici. L'amministrazione comunale, difatti, sta sviluppando una proposta già presentata ai cittadini come "Civitella 2024", che sarà incentrata su archeologia e percorsi naturalistici, e che vedrà sorgere un museo e riqualificare l'area della Torre dei Monaldeschi (un finanziamento di 500 000 euro è già stato approvato); vanta, inoltre, una postazione fissa del 118, qualora dovessero verificarsi emergenze.

L’attivissima pro loco sta valutando la possibilità di realizzare un carro allegorico rappresentativo delle tradizioni e dei prodotti di punta del luogo, che sfilerebbe a Viterbo durante la manifestazione “Carnevale Viterbese 2020”.

Il calendario delle numerose manifestazioni locali per l’estate 2019, sono presenti sulla pagina facebook del Comune, della quale evidenziamo il link:

 https://www.facebook.com/Comune-di-Civitella-dAgliano-771745406205444/?hc_location=group

Uscendo dal paese, percorso un breve tratto di strada, sul lato sinistro un'indicazione conduce al Giardino "La Serpara", di Paul Weidmer e Jacqueline Dolder, in questi giorni aperto al pubblico per la presentazione della nuova opera dell'artista Davide Dormino.

Quando racconto della nostra visita a Civitella d’Agliano, mi si apre il cuore, non pensavo davvero che potesse colpirmi così tanto. Nel famoso scrigno della Valle del Tevere, che abbiamo aperto oramai un mese fa, il paese del celebre Grechetto occupa un posto di pregio.

 

 

INIZIAMO CON IL MERAVIGLIOSO BORGO DI VITORCHIANO

(LINK DI SEGUITO) http://www.viterbox.it/rubriche/viterbox_15/vitorchiano-un-altro-borgo-da-visitare-tra-storia-fascino-e-tradizioni_2154.htm

 PER POI PASSARE AL BORGO DI ROCCALVECCE CON IL SUO CASTELLO DEGNO DI LUNGHE E APPROFONDITE VISITE

 (LINK DI SEGUITO) http://www.viterbox.it/rubriche/viterbox_15/il-gioiello-sulla-via-teverina-che-attende-di-essere-scoperto-roccalvecce_2079.htm

 E COME NON VISITARE IL BORGO DI SANT'ANGELO CON I SUOI DISEGNI CHE CI RICORDANO LE FIABE!

 (LINK DI SEGUITO)  http://www.viterbox.it/rubriche/viterbox_15/santangelo-arte-e-murales-ci-sono-ora-bisogna-dirlo-ai-turisti_2058.htm?fbclid=IwAR1u9V0dixKinc8HdKli_ybdXmm8juYYED7zpaSClAtZ3tvAbPFhkwSIrPQ

SIPICCIANO, LA GLORIA DEI BAGLIONI

(LINK DI SEGUITO)   http://www.viterbox.it/rubriche/viterbox_15/sipicciano-una-gemma-nella-valle-del-tevere_2196.htm  

http://www.viterbox.it/rubriche/viterbox_15/sipicciano-una-gemma-nella-valle-del-tevere_2196.htm 

LA FORTEZZA DI GRAFFIGNANO, INTRODUCE AL PICCOLO E CURATO BORGO CON AFFACCIO SULLA MACCHIA

(LINK DI SEGUITO)    http://www.viterbox.it/rubriche/viterbox_15/graffignano-l-ultima-meraviglia-prima-dell-umbria_2264.htm?fbclid=IwAR0jFHdHzl9DVeRxfh1whbWbQN35I4Frp_4onGy9NLAx9mC0mJH-itKircE

 

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