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Un giorno speciale all'Universita' della Tuscia: Margaret Mazzantini riceve la Laurea Honoris Causa

di Floriana Floris

Viterbo, 27 ottobre 2026

Si è respirata un'aria di grande emozione, ieri 26 ottobre,  all'Auditorium di Santa Maria in Gradi. L'Università della Tuscia ha aperto le sue porte per un appuntamento molto atteso, inserito nel programma dei "Pirati della Bellezza", il festival dedicato alla parola e al pensiero. La protagonista della giornata è stata la scrittrice Margaret Mazzantini, che ha ricevuto la Laurea Magistrale Honoris Causa in Filologia Moderna.

L'incontro ha visto la partecipazione di numerose autorità accademiche, tra cui la Magnifica Rettrice, la professoressa Tiziana Laureti, che ha guidato la cerimonia. In sala, a seguire con orgoglio questo importante traguardo, c'erano anche il marito della scrittrice, l'attore e regista Sergio Castellitto, e i loro quattro  figli.

La Rettrice, nel suo discorso, ha voluto sottolineare il valore profondo dell'opera di Margaret Mazzantini. “Non si è trattato solo di celebrare una carriera di successo, ma di riconoscere come la sua scrittura abbia lasciato un segno tangibile nella cultura italiana. Attraverso i suoi romanzi, il teatro e il cinema,  ha saputo raccontare la complessità dell'animo umano, parlando di mancanze, desideri e di quella parte di noi che spesso resta nascosta. Il conferimento di questo titolo accademico è un omaggio alla sua  capacità di farci riflettere, la letteratura, proprio come la ricerca scientifica, ci insegna a non accontentarci di risposte facili. Ci spinge a dubitare, a porci domande e a guardare il mondo con occhi nuovi”.

A seguire, il Direttore del Dipartimento di Studi Umanistici, Luca Lorenzetti, spiega l’importanza di questo riconoscimento. Ha sottolineato che laureare Margaret Mazzantini non è solo un atto formale, ma un omaggio a un’autrice che tutti studiano e ammirano. “Per l’università, è un onore accogliere una scrittrice capace di raccontare temi difficili ma necessari per capire il mondo in cui viviamo oggi, il Consiglio del corso di Laurea Magistrale in Filologia Moderna propone l'attribuzione della laurea honoris causa a Margaret Mazzantini, scrittrice di grande rilievo nel panorama letterario nazionale e internazionale, oltre che sceneggiatrice, attrice di teatro e di cinema. L'opera di Mazzantini si caratterizza per la capacità di restituire con precisione le sfumature dell'esperienza emotiva e corporea e di elaborare modelli narrativi in grado di dialogare con altri linguaggi, in particolare quello cinematografico. I lavori di Mazzantini, che nel 2022 è stata insignita del premio Hemingway per la letteratura, sono oggetto di intenso studio in ambito universitario, sia in Italia sia all'estero, e contribuiscono quindi alla riflessione interdisciplinare, nei campi della letteratura contemporanea, degli studi culturali e delle scienze umane. La sua produzione, come ricordava la Rettrice, offre materiali di particolare interesse per l'analisi narrativa, per l'analisi linguistica e tematica, costituendo quindi un riferimento significativo per studiosi e per studenti”.

La Presidente del corso di laurea in Filologia Moderna, Giovanna Santini, ha spiegato perché l’opera di Mazzantini è così speciale. Secondo la professoressa, la forza della scrittrice nasce dalla sua formazione teatrale, “ Mazzantini non scrive solo parole, ma dà vita a personaggi "fisici", fatti di gesti, silenzi e relazioni umane". nei suoi romanzi, riesce a unire le storie personali dei singoli individui con i grandi drammi della storia collettiva, rendendo  tutto più vicino e comprensibile al lettore”.

Conclude gli interventi la neo-dottoressa che ha ringraziato l’ateneo con un discorso molto profondo. “Per me scrivere significa "rifugiarsi da un amante sconosciuto": è un atto di umiltà e di coraggio, in cui bisogna accettare di poter fallire. Nel corso del mio lavoro ho voluto dare voce agli "invisibili", ovvero a tutte quelle persone comuni che vivono vite di sacrificio e che spesso nessuno nota. Voglio anche lanciare un avvertimento importante sul futuro, guardo con preoccupazione all’intelligenza artificiale, le macchine possono imitare il linguaggio, ma non potranno mai sostituire l’esperienza umana, fatta di dolore, amore, imperfezioni e mortalità. Per me, essere umani significa proprio conoscere i propri limiti e accettare le proprie fragilità, cose che un algoritmo non potrà mai provare”.

La cerimonia si è conclusa con un clima di grande calore, confermando quanto la cultura e l'arte siano strumenti preziosi per comprendere meglio noi stessi e gli altri. Un riconoscimento meritato per una voce che, con le sue storie, continua ad accompagnare e a far crescere i suoi lettori.

 

Foto di Floriana Floris











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