Viterbo, 7 novembre 2926
di Francesca Pasquini
C'è stato un istante, quasi cinematografico, in cui la narrazione meteorologica si è piegata a quella simbolica. Ieri, 6 novembre, una pioggia insistente bagnava Viterbo, ma nel momento esatto in cui i motori del corteo arancione si sono accesi per dare il via alla “sfilata”, l'acqua ha smesso di cadere. Come se anche il cielo dovesse fare spazio a un messaggio che non poteva essere ignorato.
Così l’Università degli Studi della Tuscia si è trasformata in un hub di comunicazione sociale, ospitando un format inedito nato dall'intuizione del CUG UNITUS, il Comitato Unico di Garanzia, guidato dalla Prof.ssa Sonia Maria Melchiorre e dalla Commissione Femminile della FMI (Federazione Motociclistica Italiana). L'obiettivo? Usare il mondo delle due ruote per abbattere i pregiudizi e contrastare la violenza sulle donne.
L'evento ha offerto una lezione magistrale in termini di inclusività. Grazie all'Ente Nazionale Sordi, ogni contenuto è stato tradotto nella Lingua dei Segni (LIS), annullando qualsiasi distanza comunicativa.
Su questa stessa scia di decostruzione degli stereotipi si sono inserite le testimonianze di tre professioniste della pista: Letizia Marchetti, Antonella Martometti e Silvia Giannetti. In un settore a maggioranza maschile, queste atlete hanno raccontato senza filtri la conquista del proprio spazio. Una menzione speciale va al background di Silvia Giannetti, prima ed unica italiana ad aver sfidato le dune della Parigi-Dakar.
Un messaggio di tale portata richiede un'infrastruttura solida. Il Comune di Viterbo ha aperto i lavori con Patrizia Notari Stefano, Rosanna Giliberto e Giancarlo Martinengo, mentre sul fronte logistico il Vice Questore Vicario, Dr. Fabio Zampaglione, ha assicurato l'appoggio fondamentale della Polizia Stradale per la sfilata motociclistica. Estremamente tecnico e centrale è stato il focus sull'applicazione del Codice Rosso, sviscerato grazie alla Presidente del CUG ASL Annunziata Minopoli, insieme a Donatella Salvatori e Gaetana Moriano. Una rete di prevenzione che vede coinvolto anche il CAV UNITUS (Centro Antiviolenza) e le consigliere Francesca Sanna e Alessandra Troncarelli, a dimostrazione che le politiche sociali funzionano solo se si muovono all'unisono.
Visivamente ed emotivamente, la mattinata ha toccato il suo apice con l'intervento di Alessia Cotta Ramusino, creatrice di 100 donne vestite di rosso, che ha unito la platea al grido di «RESPECT AND LOVE», e con il gesto carico di prospettiva di Nadia Accetti (presidente dell’associazione Donna Donna). Infatti, Nadia ha consegnato una pianta di olivo al CUG, che verrà piantata nel campus a marzo, diventata la metafora perfetta di un rispetto che va radicato nel tempo.
C'è stato anche grande spazio per il talento creativo locale: gli studenti dell’indirizzo Moda e Made in Italy dell'Istituto Orioli, accompagnati dalla Dirigente Maria Federici e dalle docenti, hanno firmato il merchandising dell'evento (magliette, shopper, accessori).
Dopo una mattinata così intensa, le emozioni hanno trovato il tempo di sedimentarsi grazie a un bellissimo pranzo offerto dalla rinomata ditta Sesto Coccia e rappresentata dalla Dr.ssa Simonetta Coccia. Non un semplice break, ma un vero momento di comunità e aggregazione in cui relatori e pubblico si sono mescolati.
Nel primo pomeriggio, con il ritorno della pioggia, il registro è cambiato, trasformandosi in un laboratorio esperienziale. Attraverso logiche di gamification, i partecipanti hanno indossato visori tridimensionali per simulare la guida sotto l'effetto di alcol o sostanze. Un'alterazione percettiva cruda e immediata, che fa comprendere la fragilità del controllo su strada molto più di tante parole.
Per terminare la giornata, Raffaele Prisco, coordinatore della Direzione Tecnica FMI, ha lanciato un messaggio inequivocabile di educazione e conoscenza stradale prima ancora di far partire le ruote.