di Floriana Floris
Viterbo, 04 novembre 2026
Questa mattina, il Teatro dell’Unione di Viterbo si è trasformato in un salotto intimo e appassionato per la presentazione de Il barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini, capolavoro lirico prodotto da Maria Chiara Camponeschi alla guida della Music & Arts Productions, che andrà in scena sabato 7 novembre alle ore 21:00 e in replica domenica 8 novembre alle ore 17:00.
La sindaca Chiara Frontini ha aperto l’incontro sottolineando come investire nel teatro sia una priorità assoluta per la città e un tassello fondamentale nel percorso di candidatura di Viterbo a Capitale della Cultura 2030, evidenziando l'importanza di questo appuntamento per far sì che il teatro risplenda in tutta la sua vitalità.
Al suo fianco, l’assessore alla Capitale Europea della Cultura, Alfonso Antoniozzi, ha condiviso con i presenti un ricordo personale, raccontando di come il suo amore per l'opera sia nato proprio tra queste mura all’età di 12 anni assistendo, controvoglia, proprio a Il barbiere di Siviglia, una fortuna, ha sottolineato l’assessore, perché quell'esperienza lo ha fatto innamorare dell'opera e gli ha cambiato la vita. Conclude con una riflessione importante, sulla necessità di ricostruire un impresariato privato solido capace di affiancare i Comuni nel sostegno e nel rilancio dell'offerta operistica.
Maria Chiara Camponeschi ha espresso grande commozione per il ritorno nella sua città natale, in un teatro dall'acustica straordinaria, ringraziando l’amministrazione e l'ATCL per la collaborazione che ha reso possibile la produzione di questo progetto. Ha poi colto l'occasione, nel suo intervento, per spiegare quali siano i suoi obiettivi, affermando che il lavoro che sta svolgendo rappresenta una vera sfida per far rinascere l'impresariato privato, un modo di produrre l'opera che negli anni era quasi sparito. Un percorso non facile poiché oggi è complesso far capire come funzionano queste produzioni, specialmente dopo che in passato alcuni teatri hanno fatto il passo più lungo della gamba - spiega Camponeschi - creando problemi al settore, motivo per cui ora bisogna ricostruire tutto con grande attenzione per raggiungere il traguardo ambizioso di permettere a teatri come l'Unione di continuare a offrire spettacoli lirici di qualità con determinazione e impegno personale, trasformando un sogno in uno spettacolo concreto per la città.
La parola è poi passata al team creativo. Il regista Renato Bonajuto ha descritto con entusiasmo il lavoro svolto con un cast giovane e brillante per offrire una messa in scena dinamica, fresca e coinvolgente, mentre il direttore d’orchestra, il maestro Federico Amendola, ha evidenziato il valore dell’organico dell’Orchestra Viterbium, che ha attinto dalle eccellenze del territorio, e ha espresso gratitudine per il lavoro scrupoloso del regista sulla recitazione drammaturgica.
Un momento divertente, grazie alla sua simpatia, è stato offerto dal mezzosoprano Chiara Tirotta, cresciuta in una famiglia d’artisti, che ha condiviso la gioia di tornare a Viterbo per un titolo a lei molto caro, raccontando di essere già stata sul palcoscenico dell’Unione nel 2019 proprio per interpretare Il barbiere di Siviglia con la regia di Pippo Franco, dicendosi ben felice di essere ritornata per questa nuova avventura artistica nonostante sia passato del tempo.
L’incontro si è infine chiuso con gli interventi dei giovani protagonisti – tra cui Romina Cicoli nel ruolo di Rosina, Davide Zaccherini come Conte d’Almaviva, Gho-Ho-Lee nei panni di Figaro, Francesco Palmieri come Don Bartolo, Davide Sodini nel ruolo di Don Basilio, Nicoletta Zappa come Berta e Daniele Adriani nel ruolo di Fiorello – che hanno raccontato il proprio percorso di studio e sacrificio, testimoniando una passione contagiosa pronta a conquistare il pubblico viterbese.
I biglietti per lo spettacolo sono in vendita presso il botteghino del Teatro e online su Ticketone, con riduzioni previste per over 65, under 18, studenti universitari, abbonati, iscritti alla newsletter e al canale broadcast, oltre a coristi e orchestrali dell’Opera.
Foto di Floriana Floris