Un consumato interprete di Shakespeare si trova isolato su un palcoscenico, con una luce concentrata sulla sua sedia, vestito con una palandrana, che è più una vestaglia da notte che un abbigliamento da re. Ricorda l'attore e ricorda il re, ricorda il primo atto quando c'era una corte, un corpo di guardia, tre figlie e qualcosa di più di una vestaglia da notte. Il suo buffone gli è rimasto affezionato e sta con lui a ricordargli che non è più quello di una volta, quello del primo atto. Che non ha un regno, ma soprattutto non ha più nessuno per far picchiare il buffone e nessuna guardia gli obbedisce più.
La tragedia rimane tragedia, ma molto ironica, come lo possono essere le parole di Shakespeare, se si vuole, e i due personaggi cavalcano il testo e il palcoscenico. Cantano e suonano in un modo che non ha nulla a che fare con il teatro elisabettiano, ma lo fanno. Neanche il poliziotto che era al servizio del re e adesso guida i bus nella città di Princeton c'entra con la tragedia, ma in questo teatro si può.
Alessandro Benvenuti è
Lear: passa dalle esagerazioni del personaggio allo spaesamento dell'attore, giocando sui due piani, umilmente. Roberto Abbiati è un
buffone e fa il buffone per il suo re, lo fa anche per sé e per il pubblico, a cui chiede di avere pazienza con le esagerazioni e le ripetizioni del suo re, sempre umilmente.
La stagione 2026-27 del Boni, dal titolo
"Intrecci collaterali", ha il sostegno di
Comune di Acquapendente e
Regione Lazio.
Il Teatro Boni è ad Acquapendente (VT) in Piazza della Costituente 9. I
biglietti sono acquistabili anche online su Vivaticket. Per informazioni:
www.teatroboni.it - 0763.733174 - 334.1615504.