Viterbo, 25 ottobre 2026
La parola che racconta, che interroga la storia, che restituisce voce alle persone e che contribuisce a comprendere il presente. È il filo conduttore della sesta edizione dei Pirati della Bellezza – Festival della parola e del pensiero, che lunedì 26 ottobre raggiunge uno dei suoi momenti più significativi con Margaret Mazzantini, alla quale l’Università degli Studi della Tuscia conferirà la laurea magistrale honoris causa in Filologia moderna.
L’appuntamento, dal titolo La forza della parola. Letteratura, memoria, vita, si terrà alle 18 all’auditorium dell’Università della Tuscia, in via Santa Maria in Gradi 4, a Viterbo. L’incontro sarà condotto dalla rettrice Tiziana Laureti, che dialogherà con la scrittrice insieme a Carlo Galeotti, direttore del Festival.
Un riconoscimento che celebra una delle voci più importanti della narrativa italiana contemporanea. Autrice di romanzi tradotti in trentacinque lingue, Margaret Mazzantini ha saputo attraversare, con la forza della scrittura, le contraddizioni dell’esistenza, le relazioni umane, la memoria individuale e collettiva. Con Non ti muovere ha vinto, tra gli altri riconoscimenti, il Premio Strega; con Venuto al mondo il Premio Campiello. La sua opera ha raggiunto un pubblico internazionale, confermando la capacità della letteratura di superare confini geografici e culturali.
All’evento sarà presente anche il marito, l’attore Sergio Castellitto, insieme alla famiglia.
TRE INCONTRI, TRE SGUARDI SULL’ITALIA
L’appuntamento con Mazzantini arriva dopo i primi tre incontri del Festival, che hanno portato a Viterbo protagonisti della cultura, del giornalismo e della vita pubblica italiana, confermando la vocazione della manifestazione: creare occasioni di confronto capaci di andare oltre la presentazione di un libro e di affrontare le questioni centrali del nostro tempo.
Ad aprire la rassegna, mercoledì 21 ottobre, è stata Serena Dandini, protagonista di un incontro che ha richiamato oltre 500 persone nelle due sale allestite tra l’auditorium di Unindustria e quello della Fondazione Carivit, con una partecipazione superiore alla capienza disponibile.
Intervistata da Patrizia Prosperi, la conduttrice, autrice e scrittrice ha presentato Paura non abbiamo. Le donne che hanno fatto la Repubblica, un libro che riporta al centro le donne che, dal 2 giugno 1946, hanno contribuito alla costruzione della Repubblica italiana e alla conquista dei diritti. Dalle ventuno donne elette nell’Assemblea costituente alle figure della cultura e della società che hanno trasformato l’immaginario collettivo, l’incontro ha offerto una riflessione sul valore della memoria e sul ruolo delle donne nella storia del Paese.
Giovedì 22 ottobre è stata la volta di Paolo Mieli, giornalista, saggista e storico, protagonista di un altro incontro da tutto esaurito, con oltre 500 presenze e due sale gremite. In dialogo con Stefano Ubertini, Mieli ha presentato Il grande inganno. Da Ercole alla Nato: quello che la storia non ci ha insegnato, un percorso attraverso i grandi avvenimenti del passato, i miti collettivi e le convinzioni che spesso impediscono di leggere lucidamente il presente.
La storia, nella riflessione di Mieli, non è un repertorio di certezze da ripetere, ma uno strumento per mettere in discussione le proprie convinzioni. Un esercizio di consapevolezza che riguarda anche la politica, la leadership e la capacità di riconoscere le ragioni degli altri.
Venerdì 23 ottobre il Festival ha accolto Antonio Di Pietro, ex magistrato e protagonista della stagione di Mani pulite, per un confronto con Daniele Camilli dal titolo La giustizia vista da vicino.
Partendo da oltre quarant’anni di esperienza nei tribunali e dal ruolo avuto nelle inchieste che hanno segnato profondamente la storia politica italiana, Di Pietro ha rappresentato l’occasione per affrontare uno dei temi più delicati della vita pubblica: la giustizia, il suo funzionamento e le questioni ancora aperte del sistema giudiziario. Un percorso che lega la memoria di una stagione decisiva della storia repubblicana alle domande che continuano a interrogare il presente.
Con Margaret Mazzantini, I Pirati della Bellezza tornano a interrogare il potere della parola attraverso la letteratura, la memoria e la vita. Il conferimento della laurea honoris causa da parte dell’Università della Tuscia rappresenta il momento centrale di un’edizione che, dal 21 al 30 ottobre, riunisce otto protagonisti del panorama culturale italiano.
La sesta edizione è dedicata a Laura Bassi, Ada Lovelace e Hedy Lamarr: tre donne, vissute in epoche differenti, che hanno trasformato la scienza, l’informatica e la comunicazione, superando convenzioni e limiti imposti dal proprio tempo.
Dopo l’appuntamento con Mazzantini, il programma proseguirà martedì 27 ottobre con Gaia Tortora, che dialogherà con Massimo Pistilli sul libro Testa alta, e avanti. In cerca di giustizia, storia della mia famiglia. Mercoledì 28 ottobre sarà protagonista Giordano Bruno Guerri con Audacia, ribellione, velocità. Vite strabilianti dei futuristi italiani. Giovedì 29 ottobre Gino Roncaglia affronterà il tema Filosofia dell’intelligenza artificiale. La manifestazione si concluderà venerdì 30 ottobre con Pietrangelo Buttafuoco e Sono cose che passano, in un confronto sulla libertà della cultura in Italia e sul rapporto tra politica e intellettuali.
Otto incontri per attraversare la storia, interrogare la giustizia, dare voce alla letteratura e riflettere sulle trasformazioni del nostro tempo. Perché la bellezza non è soltanto ciò che si contempla: è anche ciò che ci costringe a pensare, a cambiare prospettiva e a guardare il mondo con occhi nuovi.
Tutti gli incontri dei Pirati della Bellezza sono a ingresso gratuito. Clicca qui per scaricare il programma completo.
I Pirati della bellezza
Festival della parola e del pensiero
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Contatti: ipiratidellabellezza@gmail.com