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Lions Alto Lazio, domenica di fuoco: debutto in Serie A, Serie C e Under 18

di Daniela Proietti

Viterbo, 13 ottobre 2026

Tre squadre, altrettanti impegni e una stagione tutta da vivere. Domenica 18 ottobre sarà una giornata particolarmente intensa per i Lions Alto Lazio, chiamati a inaugurare una nuova avventura in Serie A, a esordire nel campionato interregionale di Serie C e a mettere alla prova i giovani dell’Under 18. Un triplice appuntamento che racconta la crescita e le ambizioni del rugby viterbese.

I riflettori saranno puntati soprattutto su Paganica, dove alle 15.30 la prima squadra affronterà il suo debutto in Serie A. Si tratta della terza esperienza nella categoria per il rugby della Tuscia, dopo quelle del 1952 e del 1998, quando la società portava ancora il nome di Rugby Viterbo.

Da allora molte cose sono cambiate, ma è rimasto intatto il legame tra Viterbo e Civita Castellana, territori dai quali provengono i giocatori che compongono la formazione. Le precedenti apparizioni nella categoria superiore si conclusero dopo una sola stagione, mentre questa volta le prospettive sembrano decisamente più incoraggianti.

I Lions rappresentano, del resto, una realtà particolare nel panorama rugbistico nazionale. Insieme al Cus Genova, sono infatti una delle pochissime società nelle quali gli atleti contribuiscono economicamente alla propria attività sportiva. Una condizione che li distingue da molte delle avversarie, sostenute da investimenti anche consistenti, ma che non necessariamente si traduce in uno svantaggio sul piano tecnico o atletico.

A guidare la squadra saranno Michele Belli e Carlo Borgatti, consapevoli delle difficoltà che attendono i loro giocatori.

«Lo scorso anno abbiamo battuto tutti gli avversari, dimostrando una superiorità tecnica e spesso anche fisica – osserva Belli –. Adesso il livello sarà decisamente più alto e avremo bisogno di tre o quattro partite per abituarci ai nuovi ritmi e alla maggiore intensità degli scontri».

Il tecnico individua soprattutto nella continuità di rendimento uno degli aspetti sui quali intervenire. Nelle ultime due stagioni, infatti, la squadra ha attraversato frequenti momenti di calo, talvolta prolungati per quindici o venti minuti, senza che questi compromettessero i risultati grazie alla netta superiorità sugli avversari.

«Contro il Romagna, dopo un primo tempo equilibrato, abbiamo nuovamente concesso troppo spazio. In Serie A non potremo più permettercelo».

Il Paganica, già affrontato in settembre in un confronto nel quale i Lions realizzarono quattro mete in quaranta minuti, si presenterà stavolta con ben altre motivazioni e partirà favorito. Per i viterbesi, dunque, un esordio tutt'altro che agevole.

Quasi tutta la rosa sarà a disposizione, con le eccezioni di Fabbri, ancora alle prese con le conseguenze dell'infortunio subito a Cesena, e Di Resta. Per sostenere la squadra, la società ha organizzato anche un pullman destinato ai tifosi.

Non meno impegnativo sarà il debutto della formazione cadetta, attesa sempre domenica alle 15.30 sul campo dell'Avezzano per la prima giornata del campionato interregionale di Serie C.

Gli abruzzesi possono contare su una prima squadra impegnata nel girone Élite della Serie A, circostanza che lascia immaginare una struttura societaria particolarmente solida, anche se i valori delle formazioni maggiori non si riflettono necessariamente su quelli delle rispettive seconde squadre.

Per i Lions, inoltre, Avezzano rappresenta una trasferta storicamente complicata, capace di riportare alla memoria anche l'amaro spareggio per la Serie A disputato circa vent'anni fa.

Cristiano Notarangelo, che allena la formazione insieme a Donato Scorzosi, sottolinea il ruolo fondamentale della squadra cadetta nell'organizzazione societaria.

«Abbiamo 35 giocatori, ma meno della metà riesce ad allenarsi con una certa regolarità. Molti devono conciliare il rugby con il lavoro, lo studio o la distanza da Viterbo. Questo può penalizzarci soprattutto all'inizio, ma cercheremo di compensare le difficoltà con la determinazione».

La Serie C avrà anche il compito di mantenere pronti gli atleti che, durante la stagione, potrebbero essere chiamati a rinforzare la prima squadra.

Il calendario non concede particolari agevolazioni: dopo Avezzano, infatti, i Lions dovranno affrontare un'altra trasferta impegnativa, quella di Rieti. Nonostante l'impossibilità di utilizzare i ragazzi dell'Under 18, contemporaneamente impegnati nella propria attività, lo staff tecnico è fiducioso di poter schierare una formazione competitiva.

A completare la domenica rugbistica sarà proprio l'Under 18, che alle 11 scenderà in campo al Sandro Quatrini contro la seconda formazione della Primavera.

Non si tratta ancora del campionato vero e proprio, ma di una fase preliminare organizzata dalla federazione, durante la quale le squadre potranno confrontarsi in vista della competizione ufficiale.

Per i giovani Lions sarà appena la terza partita dall'inizio della preparazione, dopo la pesante sconfitta contro il Benevento e il successo ottenuto in trasferta a Cesena.

Massimo Romagnoli, alla guida del gruppo insieme a Marco Fazi e Osvaldo Pichilli, guarda all'appuntamento con moderato ottimismo.

«Abbiamo molti ragazzi provenienti dall'Under 16, che devono ancora adattarsi alla nuova categoria. Nelle ultime due settimane abbiamo lavorato intensamente sulla tecnica difensiva e la partecipazione agli allenamenti è stata molto buona. I risultati ci incoraggiano».

La Primavera potrà contare su una maggiore esperienza e su un gioco veloce e tecnicamente raffinato, caratteristiche che promettono un confronto interessante.

«Anche noi cerchiamo di sviluppare un rugby dinamico, basato sul gioco alla mano. Ci aspettiamo una partita aperta e, speriamo, piacevole», aggiunge Romagnoli.

Dopo l'incontro di domenica, l'Under 18 tornerà in campo l'8 novembre a Rieti, prima dell'avvio del campionato ufficiale.

Per i Lions Alto Lazio si apre dunque una stagione che mette insieme ambizioni, difficoltà e nuove opportunità. Dalla prima squadra, chiamata a misurarsi con una categoria superiore, fino alla formazione cadetta e ai giovani dell'Under 18, il filo conduttore resta lo stesso: costruire un movimento rugbistico sempre più solido, capace di valorizzare gli atleti del territorio.

Domenica sarà il campo a fornire le prime risposte, ma per il rugby viterbese la sfida più importante è già cominciata: dimostrare di poter crescere senza rinunciare alla propria identità.

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