Viterbo, 11 ottobre 2026
Provocazione? No. Accettare la realtà per quello che è non per quello che dovrebbe essere.
Dal lunedì al giovedì Viterbo sembra appisolarsi anche perché dopo 8 ore lavorative non sempre si ha la forza di uscire e fare festa. Nella poesia di Leopardi il paesello cambia marcia. La domenica è diverso, anche la pioggia va bene se seduti di fronte alla TV. Ma il Sabato è carico di una sua energia. Forse in questo sono troppo pragmatico ma, visto che da sempre il Sabato è un giorno speciale, sfruttiamo per un punto di incontro abituale?
Nel week-end del 3-4 ottobre Viterbo è stata piena di turisti e di entusiasti cittadini che si sono goduti una meravigliosa passeggiata. Il ricchissimo programma cittadino ha offerto qualcosa per tutti : arte, cultura, eventi a tema etc. Tra tutti svettano la prima uscita di CioccoTuscia ed il premio Mattia Torre. Ma anche musei aperti per la prima domenica del mese, un mini festival di gruppi di tamburini e sbandieratori, il vernissage della retrospettiva di Giorgio Cesetti a via Cavour ed altre attrattive. Per gli organizzatori è difficile prestare attenzione alle altrui attività: i giorni dell’evento c’è da fare. Ma con altre offerte tutti ne beneficiano: la città è bellissima, c’è l’aria di festa, come nel villaggio di Leopardi, la vita rallenta: è un piacere incontrarsi in strada.
Che c’entra via Cavour? Leopardi, non a caso, inizia con la “donzelletta” e dopo aver passato in rassegna un pò tutto il paese, chiude con una esortazione ai giovani. Tutto parte e finisce dai giovani, sono il presente ed il futuro, sono sia la speranza che il motivo per cui ci danniamo la vita. Ci chiedono aiuto. Lo diamo?
Voglio dire qualcosa di forte ed ovviamente non ho ne la profondità ne l’abilita del Giacomo già membro dell’accademia degli Ardenti di Viterbo. Qualcuno deve strillare a squarciagola che la città, almeno la parte centrale, deve essere terreno di socializzazione, di incontro e di occasioni per passare tempo circondati da persone e coetanei. I giovani debbono avere una scusa per mettere in tasca il telefono. La città deve essere almeno in parte, nei giorni giusti, chiusa al traffico. Più precisamente Via Cavour deve essere chiusa al traffico. È quasi una magia, togliendo 200 metri alle macchine, col traffico bloccato a piazza Fontana Grande, il centro si popola, i viandanti si moltiplicano ed è facile incontrar gente. Dico di tenerla chiusa solo il “sabato del Villaggio “ Leopardiano”. Una piccola estensione della ZTL. Certo, le ragazze-imprenditrici di via Cavour debbono essere coinvolte ma basterebbe un piccolo budget e loro farebbero la differenza. Non necessariamente con bancarelle. Una volta auto d’epoca, un’altra le Vespe piaggio, un’altra cibi dolci, oppure mostra di foto, arte, laboratori artigianali, tutto sempre targato tuscia, no Messico o foto dei marmi, non credo che ci manchi materiale. Perché chiuderla? I ragazzi si trovano in centro se hanno una scusa. Provo a spiegarmi. Quando vedo un gruppetto di giovanissimi mi avvicino e chiedo. Mi parlano di musica da ascoltare gratis, di non meglio specificati “eventi per noi”. Questa estate ho scoperto che L’Antica Latteria a porta della Verità è diventata un punto di incontro serale. In altre parole i ragazzi sono attratti dalla presenza di persone. Certo se ci fosse un punto musica sarebbe ancora meglio ma almeno la presenza di gente in strada è sufficiente per farli uscire.
Improvvisamente i ragazzi, spesso invisibili, passeggiano al centro della strada a gruppi e scherzano tra loro. Le ragazze sfoggiano abbigliamenti sempre curatissimi ed i ragazzi le orribili capigliature che coprono la fronte. Si guardano, scherzano, parlottano, si separano e si riuniscono continuamente, a volte si spingono o alzano la voce ma interagiscono fisicamente tra loro. Ovviamente le interazioni stesse sono indispensabili per imparare a vivere, anche quelle discutibili. Quindi, a loro serve motivo per uscire e vogliono andare dove c’è gente, a noi serve un piano. Mai soluzione ad un problema sia culturale che oggettivo fu più semplice.
-1- Sabato dalle 16:00 alle 21:00 chiudere via Cavour al Traffico;
-2- Dare un piccolo budget alle ragazze imprenditrici di via Cavour;
-3- (Sogno) Chiedere al Teatro San Leonardo di organizzare un punto musica di fronte al teatro.
Chissà che ne pensano giornalisti, scrittori, sociologhi o assessori. Avranno voglia di guardare la realtà o di perdere tempo con cose impossibili? Questo è fattibile e poco costoso. Perché non provare? I ragazzi scappano da Viterbo… ed hanno ragione.
Mandate tutti questo articolo alla Signora sindaca Chiara Frontini, chissà: l’unione fa la forza?
Giulio Della Rocca