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Alberi e subito

Viterbo, 28 agosto 2026

Non siate sciocchi a parlare di politica o fare polemica: se vedete uno che si fa male strillate “malasanità”? No. Quindi in emergenza diamoci da fare. 

Fatto 1: La situazione peggiora ogni anno. Con la tendenza globale si va verso i 40 gradi.

Fatto 2: Una massiccia presenza di alberi riduce sia la temperatura che l’anidride carbonica.

Fato 3: A Viterbo non ci sono alberi, almeno non tantissimi o abbastanza. 

I Righerà cantavano “l’estate sta finendo” aggiungendo “ lo sai che non mi va”. Non vedo l’ora che finisca, anzi scappo, non ne posso più. A Viterbo con 38 gradi e tutto infuocato sono arrivato a mettere in discussione il mio stesso amore per la città che tengo stretto al cuore. Erano 35 anni che non passavo l’estate a Viterbo. Non credo a quello che ho vissuto. 

Ricordo il GREST di don Elio e l’oratorio della Verità. Certo era caldo ma dopo le 16:30 eravamo nel campo tra i palazzi, che all’epoca mi sembrava grandissimo, a correrci appresso e fare vari giochi sulla terra. Al momento impensabile.

Servono alberi e tanti. No priorità, è una emergenza. Eppure qualcuno capiva e realizzava non in emergenza viale Trieste. Tutti i viali di entrata della città dovrebbero essere simili. 

Dopo l’incontro con l’assessore, Gen. Giancarlo Martinengo, l’agronomo del comune e la architetta del verde del comune, questo quello che ho capito. Come si mettono alberi:

Terreno Privato : Mettete pure.  Iniziamo con lo spazio di fronte alla caserma dei Vigili del Fuoco  alla rotonda di entrata a Viterbo. Alla fine di settembre agiamo. Mi hanno regalato e promesso molti alberi. Se avete bisogno di alberi chiedete. Ho braccia a forza a disposizione per aiutare. Anche i “volontari per gli alberi Viterbo” sono disponibili. Questo il mio whatsapp chiamatemi. +13105707569. Dovete poi innaffiarli.

Terreno pubblico fuori le mura. Il Comune ha tutto il diritto-dovere di mettere alberi. L’assessore Giancarlo Martinengo dichiara di essere pronto e felice di agire. Il problema è innaffiare. Per ogni spazio, ad esempio Silvia Chiossi indica il pacchetto alla Grotticella,  problematiche diverse.. Li c’è una fontanella con perdita da aggiustare ma lei e volontari sono pronti a prendersi cura degli alberi piantati se la fontanella funzionerà. Addirittura comprarne se necessario.

Terreno dentro le mura. Questa che è la emergenza più grande è anche la più complicata perché c’è di mezzo la mia agenzia statale preferita: la sovrintendenza dei beni culturali. A differenza di tutti io farei e poi chiederei perdono ma per rendere tutto lecito e sopratutto stabile si deve fare un progetto via per via, angolo per angolo. Mandarlo, farselo approvare, e poi il comune può agire. 

Che significa? Ci vuole tempo e progetti specifici. Comunque il problema più grosso resta di innaffiare i futuri alberi. Per via Tommaso Carletti, Simona del Break Bar, mi ha personalmente promesso di farlo. Tonino, Paola, e gli altri commercianti sulla via mi hanno promesso di pagare gli alberi. Aspettiamo che il comune crei le condizioni per partire. Morale: in una emergenza non si fa polemica o chiacchiere.  Si deve agire. Se qualcuno è contrario a più alberi me lo dica, cerco la lite.  

Giulio Della Rocca

 

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Commenti

29/08/2026
14:43:52
ex imprenditore (inviato da Gianni Carramusa)
Certo, si fa presto a dire "piantiamo gli alberi". Facile no? Applauso e visibilità. Forse Lei non legge (Tusciaweb) perche in tutti questi anni di governo sia i cittadini che vecchi amministratori non hanno fatto altro che aggredire il governo esistente con foto, video e altro per non avere a cuore la cura degli alberi. Strade invase da erba, rami spine, canne e altro. Chi le cura? Nessuno. Prima di allevare un gregge di pecore bisogna costruire il recinto. Prima di piantare alberi bisogna creare un piano per la cura. La barista, il negoziante, il cittadino oggi cè per dire (si, lo innaffio io) ma domani? Sul groppone dei posteri. Questo con tutto il rispetto che ho per Lei, che non conosco personalmente. Carramusa Gianni

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