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Alberi Alberi Alberi. Dipende da noi

Viterbo, 17 ottobre 2026

Non solo a Viterbo ma le estati sono più calde. Leggo dalle pagine di Viterbo Today che la temperatura media delle notti d’estate è cresciuta nella vetus urbs di quasi 4 gradi. In altre parole siamo passati da “almeno la notte si dorme” a “il caldo non da tregua” e la sensazione di afa diventa frustrazione e nervosismo. Possiamo fare qualcosa? 

Noi, la popolazione che, dal cuore dell’Italia, ha portato il bello nel mondo col rinascimento, noi, i discendenti degli Etruschi e dei Romani che hanno dominato sulle genti, i figli della grande generazione che ha ricostruito l’Italia, noi, con un passato glorioso, come passiamo le nostre giornate? A fare polemica.

Se concentrassimo gli sforzi in una sola direzione potemmo fare moltissimo.  La lista dei problemi veri e percepiti nella città che tengo stretta al cuore è lunga. Ad esempio ho molto a cuore la situazione della qualità dell’educazione scolastica o della qualità dei servizi a cittadini e turisti. Del decremento demografico e della mancanza di economia. Della mancanza del rispetto tra di noi e l’incredibile abilità a fare polemica su tutto ma, purtroppo, per cultura e mentalità ci vuole troppo tempo e probabilmente non abbiamo pazienza per arrivare alla meta. Abbandoniamo la polemica e concentriamoci solo sul caldo prima che l’inverno ci faccia dimenticare l’orribile estate appena passata e la primavera ci colga impreparati. La soluzione non può essere mettere più condizionatori d’aria… per chi se li può permettere.  Come nel titolo servono alberi alberi alberi. 

Cambiamo le carte in tavola: Non facciamo nulla per mitigare l’afa estiva. Cosa succede in 20 anni a Viterbo? Estati a 42 gradi. La qualità della nostra vita peggiorerà irreversibilmente. I pochi bambini che nasceranno scapperanno sempre più lontano e la città che diventerà dei  vecchi sarà quasi invivibile. 

Sono un catastrofista? Assolutamente no. Ho premesso, “supponiamo di non fare nulla”. Credo fermamente che la città e tutta la Tuscia siano sull’orlo di un cambiamento positivo irreversibile. Turisti che arrivano comunque, stranieri e italiani che vengono a vivere qui ed emigrati che tornano per la qualità della vita. Moltissimi fermenti in città ed in Tuscia mi mostrano la via tutti i giorni. La soluzione è già in atto in qualche piccola comunità è non è difficile.  Se impariamo a concentrare le energie su un progetto solo possiamo fare la differenza ed il successo raggiunto ci stimola ad altro. Nei prossimi anni ci concentreremo comunque su qualcosa ma potrebbe essere il calcio o le polemiche, la lunghezza dell’erba o quello che qualcuno ci ha detto 15 anni fa. Dobbiamo cambiare strategia. 

Prima di tutto non prendete tutto sul personale. Non vi mettete subito sulla difensiva, almeno io di sicuro non ho motivi specifici contro alcuno. Ne politici ne amici-nemici. Parlo in generale. Non siete il centro dell’attenzione o delle intenzioni di tutti gli altri. Per una volta, non vi chiudete a riccio per pensare ai vostri interessi immediati. Vanno bene le necessita personali ma, proprio per quelle, parlo di alberi per la vita di tutti. In prospettiva futura e con massima attenzione alla prossima generazione serve un cambio di passo.  Dobbiamo imparare a concentrare sforzi ed energie su un obiettivo. Una comunità che condivide i valori ed ha un obiettivo comune non può essere fermata. Potete contare su questo: se facciamo adesso la cosa giusta fra 10 anni ne beneficeremo tutti. Sugli alberi da piantare non ho trovato una persona contraria eppure piantare gli alberi non è una priorità.  Tra l’altro supportata istituzionalmente dal programma Ossigeno della Regione Lazio che vuole piantare 6 milioni di alberi entro il 2030. Addirittura esiste una legge che impone di piantare un albero per ogni nuovo nato.  Vorremmo cambiamenti, perché non riusciamo?  La nostra cultura ci porta a dire: gli alberi faranno ombra fra 10 anni, che me ne viene a me adesso? Conseguenza: se non facciamo qualcosa adesso in 10 anni avremo 42 gradi d’estate. Vi va bene?

Se continuiamo a concentrarci sulla polemica anziché sulle soluzioni pagheremo sempre il conto. La percezione della città peggiora ogni giorno e diventiamo frustrati. 

Vi lamentate del costo della benzina ma andate in macchina in palestra per dimagrire. Vi lamentate degli immigrati poi affittate loro le case a san Faustino. Vi lamentate dei negozi chiusi in centro e non ci venite mai a fare la spesa. Siamo noi la radice dei problemi. Proviamo a cambiare? Siete d’accordo sugli alberi da piantare? Ditelo, scrivetelo, strillatelo tutti i giorni. 

Giulio Della Rocca

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