Viterbo, 17 settembre 2026
Nella mattinata del 6 settembre 2026 personale della Polizia di Stato in servizio presso la Sezione Volanti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico della Questura di Viterbo è intervenuto in un’abitazione del centro cittadino a seguito di una richiesta di aiuto giunta alla Centrale Operativa, con la quale una giovane donna segnalava un’aggressione in corso ai danni di un’amica da parte dell’ex compagno.
Gli operatori dei due equipaggi impegnati nell’intervento sono giunti sul posto in brevissimo tempo. All’interno dello stabile, ove diversi residenti si erano affacciati richiamati dalle urla, gli agenti hanno individuato e immediatamente bloccato un giovane che si stava allontanando, poi identificato in un cittadino italiano di 22 anni, già noto alle Forze dell’ordine.
Una delle due ragazze presenti ha riferito agli operanti di essere stata aggredita e presentava lesioni visibili, per le quali è stata affidata alle cure del personale sanitario intervenuto sul posto e successivamente accompagnata presso il locale Pronto Soccorso, dove è stato avviato il percorso di tutela previsto dal protocollo “Codice Rosa”.
Entrambe le giovani, nel corso dell’attività di polizia giudiziaria svolta negli uffici della Questura, hanno formalizzato denuncia, riferendo di condotte violente e minacciose che, secondo la ricostruzione degli operanti, si sarebbero ripetute nel tempo, con un progressivo aggravamento culminato in tale circostanza.
All’esito degli accertamenti, il giovane è stato tratto in arresto per l’ipotesi di reato di Atti persecutori ai sensi dell’articolo 612bis del Codice penale. L’Autorità Giudiziaria, tempestivamente informata, ha disposto l’applicazione della misura precautelare degli arresti domiciliari, presso la quale il soggetto è stato accompagnato dal personale operante, con contestuale avviso delle prescrizioni imposte.
La Questura di Viterbo richiama l’attenzione sull’importanza di rivolgersi tempestivamente alle Forze di polizia in presenza di episodi di violenza in ambito familiare o relazionale, ricordando la possibilità di contattare il numero unico di emergenza 112 e i centri antiviolenza presenti sul territorio.
Nel pieno rispetto dei diritti delle persone indagate e del principio di presunzione di innocenza, si rappresenta quanto emerso allo stato degli atti, fatti salvi ulteriori approfondimenti investigativi e le successive determinazioni dell’Autorità Giudiziaria.