Viterbo, 21 settembre 2026
L’associazione “Cacciatori italiani” ha “lanciato” (sic!) nel territorio di Montefiascone 150 fagiani “pronta caccia”, accogliendo le numerose richieste dei soci, i quali, dopo le prove in vista dell’apertura della stagione venatoria, hanno lamentato una scarsa presenza di selvaggina; lo apprendiamo da un articolo pubblicato in data 19 settembre su TusciaWeb.
Questa di allevare animali per poi immetterli sul territorio è una prassi abbastanza comune che rivela la natura mortifera e violenta della caccia, smentendo, semmai ce ne fosse bisogno, la narrazione propagandistica che vedrebbe i cacciatori nel ruolo di bioregolatori e protettori degli ecosistemi. Anche la scelta dei termini è sintomatica: “lancio dei fagiani”, “pronta caccia”, linguaggio adoperato in funzione di una totale reificazione di esseri senzienti, allevati appositamente in gabbie, quindi privati dell’esperienza di vivere, per divenire il facile bersaglio di persone che traggono evidente piacere dall’uccidere.
Il mondo venatorio da diversi anni è impegnato in campagne tese a riabilitare, edulcorare e manipolare, tramite il linguaggio, la percezione della gente riguardo questa pratica che ormai non ha più alcuna giustificazione, se non quella legata al profitto del mondo venatorio e zootecnico, spesso a braccetto, come è stato in questo specifico caso; ma un fucile puntato verso un essere inerme è tautologicamente un esercizio gratuito di violenza, di dominio, di sprezzo della natura e delle altre specie.
Ricordiamo le mobilitazioni avvenute in molte città italiane nelle ultime settimane proprio per protestare contro il DDL “sparatutto” e ribadire il nostro fermo NO ALLA CACCIA.
LAV Viterbo