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Filippo Rossi presenta "Pensare la citta' "

Viterbo, 10 settembre 2026

Una città che ha tutto e non decide niente. È da questa diagnosi che parte Pensare la città. Viterbo immaginaria, leggere il futuro (Rubbettino, 2026), il nuovo saggio del giornalista Filippo Rossi, che Medioera presenta venerdì 11 settembre alle ore 18 allo Spazio Attivo di Lazio Innova, in via Faul 20 a Viterbo. Con l'autore dialoga Massimiliano Capo, direttore artistico del festival. Ingresso libero; al termine firmacopie. L'appuntamento anticipa la diciassettesima edizione del festival.

Centoventotto pagine che pongono una domanda scomoda: perché una città che possiede un patrimonio raro — il quartiere medievale più integro d'Europa, le terme, la Via Francigena, l'eredità dei Papi, un'università — continua a essere percepita come un luogo di passaggio? La risposta di Rossi non riguarda le risorse, ma la forma. Viterbo, scrive, «non manca di storia, manca della narrazione della storia». Dal vuoto dell'ex ospedale in piazza San Lorenzo alla Macchina di Santa Rosa letta come modello di organizzazione e non come folklore, il libro alterna analisi urbana, memoria personale e proposte operative, e allarga lo sguardo oltre il caso viterbese: alle città intermedie italiane e alla responsabilità di chi le governa.

Il capitolo sui giovani «già metropolitani» — connessi al mondo per linguaggi e consumi, e proprio per questo insofferenti allo scarto con la città in cui vivono — è il punto in cui il saggio incrocia il terreno di Medioera: il digitale ha reso i cittadini delle città intermedie contemporanei di tutti, mentre i luoghi che abitano faticano a diventare leggibili. Non è indifferente nemmeno la sede: Valle Faul è una delle aree su cui il libro si sofferma più a lungo.

«Medioera si è sempre occupata di come la tecnologia cambia i luoghi e chi li abita — dichiara Massimiliano Capo, direttore artistico del festival —. Questo libro fa la domanda dal lato opposto: cosa deve diventare una città perché valga la pena restarci. Non è un pamphlet nostalgico e non è un programma elettorale: chiede a Viterbo di decidere che cosa vuole essere. Ospitarlo significa aprire una discussione pubblica che in città manca da troppo tempo, e farlo con un autore che quella discussione non la evita».

Filippo Rossi (Trieste, 1965) è giornalista e operatore culturale. Ha diretto «Ffwebmagazine» e «Il Futurista», ha collaborato con «Il Fatto Quotidiano» e «HuffPost», ed è autore con Luciano Lanna di Fascisti immaginari (2003). A Viterbo ha fondato e diretto il festival Caffeina ed è stato consigliere comunale e presidente del Consiglio comunale.

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